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Lampedusa: continua a mancare un piano di intervento strutturato e non emergenziale per l’accoglienza dei minori in arrivo via mare

In occasione della visita sull’isola dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’Organizzazione rilancia l’allarme sulle precarie condizioni del centro e sulla gestione emergenziale dell’accoglienza dei minori.

Attualmente 701 persone, tra ci 111 minori non accompagnati e 3 arrivati con le famiglie, sono presenti nel CSPA di Lampedusa, con un forte peggioramento delle condizioni di accoglienza. I minori dormono su materassi posti a terra e le condizioni igieniche sono sempre più precarie.

 “La ripresa degli sbarchi a Lampedusa dimostra ancora una volta l’inadeguatezza e l'insufficienza dell’accoglienza per i minori non accompagnati che arrivano sull’isola, e la presenza dell’ Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza oggi è un segnale importante per sottolineare l’esigenza che gli arrivi non continuino ad essere gestiti con un approccio emergenziale, ma strutturato.”, afferma Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia – Europa di Save the Children.

“I minori che arrivano a Lampedusa, affrontano viaggi a dir poco estenuanti, e non possono essere parcheggiati in una struttura di prima accoglienza fatiscente. Occorre individuare subito un posto sull’isola, o fuori, adeguato ad accoglierli degnamente anche per evitare tempi troppo lunghi per i trasferimenti, a causa della mancanza di un sistema informatizzato per la ricerca dei posti disponibili e, soprattutto, dell’indisponibilità di Comuni e comunità ad accogliere in mancanza di garanzie e certezze rispetto alla copertura economica”.

“Infine, Save the Children raccomanda che la procedura di identificazione dei minori avvenga con approccio multidisciplinare, utilizzando l’esame radiografico del polso solo come ultima risorsa e solo nei caso di effettiva incertezza rispetto all’età dichiarata”.

Fonte: http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/All/IT/Tool/Press/Single?id_press=576&year=2013 24.04.2013

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