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CRISI IN SIRIA: PROSEGUE L'ESODO, IN MIGLIAIA IN FUGA VERSO IL KURDISTAN IRACHENO

Sono circa 30mila i cittadini siriani affluiti da giovedì scorso nel nord dell'Iraq, in fuga dalle proprie comunità situate in un'ampia fascia di territorio del nord della Siria.

Solo nella giornata di ieri oltre 4.800 persone hanno attraversato la frontiera a Sahela, circa 120 chilometri a nord-ovest di Mosul. Alcuni di loro provengono dalla città di Malikiyye, nel vicino governatorato di al-Hasakah, e hanno riferito di essere fuggiti a causa dei bombardamenti che si sarebbero scatenati quella stessa mattina. Altri dei nuovi arrivati sono invece originari di aree più a ovest, come Efrin e Aleppo, oltre che di Al Hassake e Al Qamishly.

Con decine di migliaia di persone che dalla scorsa settimana hanno attraversato il confine, si tratta di uno dei più imponenti esodi che l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha finora registrato in questo conflitto, giunto ormai al suo terzo anno. Molti riferiscono di essere fuggiti dai recenti bombardamenti, mentre altri scappano dai combattimenti e dalla tensione tra le varie fazioni attive sul terreno. Il collasso dell'economia causato dalla guerra e le conseguenti difficoltà nel garantire sostentamento alle proprie famiglie, ulteriori elementi all'origine della fuga.

Quest'ultimo flusso è cominciato giovedì scorso quando le autorità del Governo Regionale del Kurdistan, nel nord dell'Iraq, hanno improvvisamente aperto l'accesso al ponte temporaneo di Peshkhabour, a nord di Sahela, che ha consentito a diverse centinaia di persone accampate nell'area dall'inizio della scorsa settimana di entrare in territorio iracheno. Già tra la fine della giornata e la mattina del giorno seguente migliaia di persone erano affluite nei pressi del ponte sul fiume Tigri. A sabato scorso – stima l'UNHCR – già 20mila persone avevano attraversato il ponte di Peshkhabour, seguite da altre circa 6mila persone il giorno successivo, dirette verso il posto di frontiera di Sahela a sud di Peshkhabour.

In risposta al flusso, team di operatori dell'UNHCR e delle agenzie partner hanno allestito ripari per garantire un po' di ombra, mentre ai posti di frontiera è stata organizzata la distribuzione di acqua e cibo. L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e il Governo Regionale del Kurdistan hanno messo a disposizione autobus e camion per trasferire le migliaia di persone affluite dalla zona di confine in aree dell'Iraq più interne.

Nel governatorato di Erbil – più a est – l'UNHCR ha stabilito un sito di transito a Kawergost, nel distretto di Khabat, a nord della città di Erbil. Sono state erette 1.100 tende dell'UNHCR e altre 200 di International Rescue Committee. Al momento il sito di transito di Kawergost – visitato nella giornata di ieri dal presidente della regione del Kurdistan, Massoud Barzani - accoglie da 7mila a 9mila siriani.

Sono oltre 90, poi, i camion di aiuti umanitari inviati negli ultimi giorni dall'UNHCR da Erbil. Gli aiuti – tra cui tende, teloni di plastica, materassi, coperte, utensili da cucina, articoli per l'igiene, taniche per l'acqua, latrine e docce mobili e ventilatori elettrici – sono stati anche distribuiti. A causa delle dimensioni e della velocità dell'esodo, alcune persone a Kawergost non hanno ancora a disposizione una tenda e sono accampate temporaneamente sotto teloni di plastica o altri ripari di fortuna.

Ieri le autorità hanno autorizzato l'UNHCR ad accedere a un deposito a Bahrak, dove ora alloggiano 2.500 siriani. Nel distretto di Qusthtapa, nel governatorato di Erbil, sono stati identificati altri terreni sui quali stabilire un altro sito di transito. Oltre alle persone sistemate in tende, circa 14mila persone hanno trovato accoglienza presso famiglie o sono accampate all'interno di moschee nella regione di Erbil.

A Sulaymaniyya, più a sud-est, 4mila persone hanno trovato alloggio provvisorio in 11 scuole, mentre a Erbil è in corso di allestimento un sito temporaneo. Circa 3mila persone arrivate nella giornata di ieri sono state trasferite a Sulaymaniyya.

A questa mattina - è stato riferito - altre 2mila-3mila persone si trovavano vicino al confine dal lato siriano, in attesa di attraversarlo. Dal lato siriano il posto di frontiera di Sahela è sotto il controllo delle forze curde siriane. Il Governo Regionale del Kurdistan ha poi identificato un ulteriore sito a Kushtapa dove ha indicato che l'UNHCR potrebbe stabilire un altro campo di transito.

Per rifornire le scorte di aiuti umanitari in Iraq in rapido esaurimento, l'UNHCR ha inviato dal suo più importante deposito regionale – quello di Amman – 15 camion con rimorchio nel nord dell'Iraq. Il carico dovrebbe arrivare prima della fine della settimana e comprende oltre 3.100 tende, due depositi prefabbricati e taniche per l'acqua. È in corso di organizzazione l'invio di ulteriori scorte.

Più a lungo termine, in cooperazione con il Governo Regionale del Kurdistan, l'UNHCR e le agenzie e partner stanno costruendo il campo di Darashakran, che entro alcune settimane dovrebbe essere in grado di accogliere rifugiati.

All'inizio di quest'anno l'UNHCR ha costruito il campo per rifugiati di Domiz, vicino Dohuk in Iraq. Progettato originariamente per accogliere 15mila rifugiati siriani la struttura adesso è sovraffollata, con oltre 55mila persone, e i nuovi arrivati devono essere sistemati altrove. Prima di quest'ultimo esodo l'UNHCR aveva registrato in Iraq 155mila rifugiati siriani.

Fonte: http://www.unhcr.it/news/dir/18/view/1557/crisi-in-siria-prosegue-lesodo-in-migliaia-in-fuga-verso-il-kurdistan-iracheno-155700.html 20.08.2013

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