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Immigrati, presentata la VI Guida ai luoghi di culto e di preghiera

Quasi 300 le strutture religiose censite, con contatti dei responsabili e riferimenti dei servizi offerti, divise per confessione e per municipio. Monsignor Felicolo (Migrantes): «Una lezione di geografia umana» di Elisa Storace

Dall’Associazione comboniana servizio emigranti e profughi al Rione Monti alla “Guru Hargobind Sahib Sewa Society” della comunità Sikh di via Romano Guerra: 293 strutture religiose censite, centinaia di nomi e numeri di telefono, contatti dei responsabili e riferimenti dei servizi religiosi offerti. Monsignor Marco Gnavi, incaricato dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti del Vicariato, definisce la sesta edizione della Guida di Caritas e Migrantes ai luoghi di preghiera della Capitale, presentata ieri, lunedì 20 gennaio, alla Pontificia Università Lateranense, una «bussola per appassionati. Per raccapezzarci nel labirinto delle tante comunità religiose presenti a Roma - ha detto durante l’incontro di presentazione - abbiamo bisogno di orientamento e passione e questa Guida offre entrambe, strumento utile per cogliere la trama complessa di popoli e di fedi che compone l’ecumene della nostra diocesi».

Non l’ennesima pubblicazione da mettere in libreria, quanto una rubrica da tenere in borsa o lasciare sulla scrivania per averla sempre sotto mano: nelle intenzioni dei curatori, “Immigrati a Roma e Provincia. Luoghi di incontro e di preghiera” - questo il titolo del vademecum -, vuole essere uno strumento molto pratico: «La presenza di tante comunità straniere nella diocesi di Roma è una lezione di geografia umana preziosissima - ha commentato monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale delle migrazioni e incaricato della Commissione regionale per le migrazioni della Conferenza episcopale del Lazio - e noi dobbiamo imparare a comunicare di più, proprio come c’invita a fare questa Guida mostrandoci la varietà di fedi che ci circonda».

Sfogliando il volume, che divide le strutture per confessione ma anche per municipio, per facilitarne l’individuazione geografica, si scopre ad esempio che in città, oltre alla sinagoga di Lungotevere Cenci, abbiamo la possibilità di accostarci ad altre cinque strutture di culto ebraiche, o che, volendo partecipare a una funzione ortodossa, avremmo la scelta fra ben 25 chiese, o ancora che i templi buddisti aperti alla pratica, fra cinesi, tibetani e sri lankesi, ad oggi sono sette. «L’immigrazione - ha ricordato monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana - è un processo complesso e contraddittorio che trasforma e a sua volta è in continua trasformazione, su cui dobbiamo riflettere per trovare la strada dell’incontro: favorire la convivenza fra le comunità è imprescindibile compito delle religioni, che possono essere strumento di unità e fratellanza solo sostenendo la conoscenza reciproca».

Conoscenza reciproca per combattere la diffidenza e la paura del “diverso”. Come sottolineato da Abdellah Redouane, segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia dell’Acqua Acetosa, «se facciamo il paragone fra il numero di moschee riportate nell’edizione della Guida del 2011 e quello che troviamo in quella di quest’anno notiamo che i luoghi di culto musulmani sono passati da 19 a 25; questo mi porta a dire sia che la creazione di una moschea non è sempre motivo di scontro e polemiche, sia che queste possono essere luoghi di incontro e non solo motivo di preoccupazione».

D’accordo anche l’assessore al Sostegno sociale e sussidiarietà di Roma Capitale Rita Cutini, alla quale erano affidate le conclusioni della presentazione. «Agevolare la salvaguardia di quella dimensione personale e pubblica che è la fede - ha dichiarato l’assessore - è un dovere in modo particolare per una città come Roma, proiettata da sempre in una dimensione universale. Per questo spero che tutti i luoghi di culto censiti da questa Guida possano essere “porte aperte” nella città, simbolo dell’accoglienza da sempre insita nella storia di Roma».

Fonte: http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=11885 21.01.2014

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