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Immigrazione e integrazione: lo sforzo dell’Italia per non essere più “maglia nera”

idi itaAndrea Riccardi, Ministro per l’integrazione e la cooperazione, in queste ultime settimane è intervenuto all’interno di due dibattiti riguardanti la realtà degli stranieri in Italia, dando la sensazione che il suo dicastero (sperando che le parole siano presto tradotte in fatti) voglia dare un giro di vite nei confronti dell’intolleranza e del razzismo. Macchie troppe volte non solo tollerate, ma addirittura auspicate, in comizi deliranti di esponenti politici che negli ultimi 20 anni hanno rappresentato a vario titolo il governo del nostro paese.

Nel mese di luglio Riccardi era intervenuto sull’allarme legato all’aumento dei siti web a contenuto razzista e xenofobo. «Questa situazione -dichiarò il Ministro- impone al Governo un aggiornamento della normativa in vigore in linea con ciò che viene fatto a livello europeo». Tra l’altro questa riflessione è stata fatta in occasione dell’incontro con il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni. Il dicastero diretto da Riccardi si sta coordinando con le ministre della Giustizia e dell’Interno, per dare «risposte nette e e chiare contro i seminatori di odio via internet».

La novità di questo approccio contro il razzismo via web sta nel fatto che per la prima volta si propone esplicitamente di ritenere «colpevoli» di odio razziale e perseguiti per legge, non solo i gestori dei siti xenofobi, ma anche i visitatori “non occasionali”. Con l’obiettivo di impedire che certi messaggi negativi colpiscano e influenzino le giovani generazioni, sempre più in balia di input pericolosi e aggressivi.

L’altro significativo intervento del Ministro Riccardi inerente l’immigrazione, seppur a titolo diverso dal precedente, è legato alla sua affermazione secondo cui i lavoratori stranieri che stanno fuggendo dall’Italia rappresentano «una perdita per il nostro paese». Infatti la realtà di questi ultimi mesi è rappresentata dall’aumento dei cittadini stranieri che, giunti in Italia diversi anni fa per lavoro e occupati per anni, con la crisi e con il brusco calo di occupazione decidono di tornare nel proprio paese oppure di trasferirsi in nazioni in cui sia meno difficile trovare lavoro.

Questa realtà deve comunque essere vista come una sconfitta per l’Italia.

Anche questo fenomeno, nuovo per il nostro territorio, è stato da stimolo per promuovere iniziative che dovrebbero permettere ai cittadini immigrati la possibilità di una permanenza in Italia meno complicata: l’accordo di integrazione per gli immigrati, il potenziamento degli sportelli unici per l’immigrazione, l’informatizzazione dei procedimenti per ottenere la protezione internazionale. Non solo: è stata promossa anche la conferenza permanente sulle religioni, proprio per favorire l’integrazione.

Insomma, sembra che finalmente l’Italia voglia passare, sotto il profilo dell’accoglienza e dell’integrazione delle persone immigrate, da essere un paese arretrato, di serie B o di serie C, ad una nazione emancipata. Partendo dall’alienazione del concetto che l’immigrazione sia un fenomeno da affrontare attraverso misure di emergenza.

Fino ad ora ci sono proposte e auspici, si attendono concrete azioni e rapidi risultati.

Fonte: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/39561/immigrazione-e-integrazione-lo-sforzo-dellitalia-per-non-essere-piu-maglia-nera/ 01.09.2012

 

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