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Il traffico clandestino di organi: tra leggenda e realtà

Conosciamo tutti la leggenda urbana di quel turista che accetta un drink in un bar e si sveglia in una vasca piena di ghiaccio macchiato di sangue, con un taglio sul fianco ed un biglietto che dice “ti è stato asportato un rene: vai subito all’ospedale!”.

Un’immagine drammatica che però non corrisponde completamente alla realtà. I ricchi turisti occidentali infatti, costituiscono il gruppo meno a rischio nel giro del traffico di organi. Quello più a rischio è costituito invece dalla popolazione povera che vive nelle baraccopoli o ai margini delle grandi città dei paesi in via di sviluppo.
La piaga del contrabbando di organi interessa principalmente paesi come la Cina, l’India, il Pakistan, il Brasile e le Filippine, dove uomini, donne e bambini vengono utilizzati come pezzi di ricambio da criminali senza scrupoli.

Secondo il New York Times, gli sconvolgimenti finanziari stanno causando inoltre una crescita sorprendente del mercato nero degli organi. È il caso della Grecia dove persone disperate mettono in vendita su internet parti del loro corpo, in quello che si presenta come un macabro commercio basato sulla disperazione reciproca di chi compra e chi vende. Un imprenditore del Pireo ha confessato ai giornali di aver venduto un rene per 100.000 dollari per non soccombere alla crisi, e un pescatore dell’isola di Rodi ha offerto al miglior offerente lo stesso organo.

In Europa sono circa sessantamila le persone in attesa di un trapianto, e dieci pazienti al giorno muoiono per mancanza di organi. E’per tale motivo che il terreno per la commercializzazione illegale è fertile. L’incremento sul mercato dei nuovi “donatori” europei pronti a tutto, sta spingendo al ribasso il costo degli organi.
Centomila, settantacinque mila, cinquantamila euro, con queste cifre su alcuni siti internet con dominio russo, si può trovare davvero di tutto: dai reni al midollo osseo, dalle cornee al latte materno.

L’organo più caro è il polmone, il cui valore può arrivare a superare i 300.000 euro. I reni sono invece gli organi per cui è presente maggiore offerta (il 75% degli organi). I dati forniti dalle Nazioni Unite indicano che una percentuale compresa tra il 5 e il 10% dei trapianti di rene eseguiti ogni anno è frutto del traffico di organi.

Ciò che comunque ha contribuito a rendere i trapianti più sicuri, non è stato il miglioramento della tecnica chirurgica, ma un farmaco, la cyclosporina. Il vero problema dei trapianti, infatti, è costituito dalla reazione del sistema immunitario che provoca il rigetto e rischia di uccidere il paziente. Con la scoperta della cylosporina, nel 1984, si era trovato il modo di inibire il sistema immunitario e di rendere quindi i trapianti di reni e di cuore un’operazione quasi sicura, che si è andata diffondendo in tutto il mondo. A fronte di tale diffusione però, la scarsità di organi è diventata evidente, è per questo che in India le telecamere di tutto il mondo, hanno mostrato i numerosi casi in cui i mediatori mettono in contatto i poveri contadini indiani, o abitanti delle baraccopoli, con i malati provenienti dall’ Europa, paesi del Golfo o anche la stessa India.

Anche in Kosovo il traffico illegale di organi è stato un fenomeno molto diffuso durante il conflitto armato degli anni ’90. A raccontare l’espianto sul prigioniero lo stesso uomo che l’ha eseguito, un guerrigliero indipendentista albanese dell’Esercito di liberazione del Kosovo, Ukc. Gli organi dei prigionieri serbi venivano espiantati in maniera crudele e venduti al mercato nero.

In conclusione, come avremmo potuto notare, moltissime persone sono disposte quindi a pagare una grossa somma di denaro pur di avere un organo e potersi, o poter sottoporre, un proprio familiare ad un trapianto, e per ottenere ciò, ci si rivolge sempre più a delle organizzazioni criminali, che attraverso un traffico clandestino riescono a creare un commercio vero e proprio di organi, approfittando della disperazione sia economica che di salute delle persone.

Serena Panacchia

Fonte: http://www.2duerighe.com/attualita/34623-il-traffico-clandestino-di-organi-tra-leggenda-e-realta.html 19.08.2014

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