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Don Ciotti sferza: «Non piangete siate cittadini»

Il prete di strada: «Si alzi un grido oggi da Pescara: l’economia non può penalizzare la dignità umana»

PESCARA. Non servono parole di carta, non serve commuoversi. Servono «parole di carne», fatti, accoglienza. Don Luigi Ciotti ha parlato ieri mattina a Pescara a un'affollata platea di studenti degli istituti superiori di immigrazione e tratta di essere umani. Li ha tenuti attenti per un'ora, suggerendo loro di avere «la pretesa della verità quando si parla di esseri umani che hanno bisogno di libertà e dignità. Siamo sommersi da troppe informazioni, la prima riforma che dobbiamo fare è quella delle nostre coscienze. Il problema più grave non è di chi fa il male, ma quanti guardano e lasciano fare». Il «prete di strada che sfida la mafia» ha auspicato un mondo con «meno solidarietà e più giustizia» e una politica che ascolti anche la voce degli operatori sociali, perché «una politica distante dalla strada non è politica ma un'altra cosa», ha asserito strappando l'applauso dei ragazzi.
Don Luigi Ciotti, classe 1945, è stato più incisivo che mai al convegno organizzato dall'Arcidiocesi di Pescara-Penne. Molto attivo nel sociale, ispiratore e fondatore dapprima del Gruppo Abele, come aiuto ai tossicodipendenti, quindi dell'associazione Libera contro i soprusi delle mafie in tutta Italia, don Ciotti è stato più volte membro del Consiglio presbiterale e del Consiglio pastorale della Diocesi di Torino. Giornalista pubblicista dal 1988, collabora con vari quotidiani e periodici. Nel marzo 1991 è stato nominato Garante alla Conferenza mondiale sull’Aids di Firenze, e nel marzo 1995 ha presieduto la IV Conferenza mondiale sulle politiche di riduzione del danno in materia di droga. Nel 2012 ha ricevuto il Premio Nazionale Nonviolenza dall'Associazione Cultura della Pace.
La parola chiave del convegno intitolato "Immigrazione e traffico di esseri umani", moderato dal direttore del Centro Mauro Tedeschini è stata l'accoglienza. Durante l’incontro si è svolta anche la presentazione di "Vite in affitto", ricerca-azione "Agar" sulle connessioni tra tratta per sfruttamento sessuale, rifugiati, povertà estreme e discriminazioni. A intervenire al dibattito, oltre al presule monsignor Giancarlo Perego, direttore Fondazione Migrantes, monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara, Daniela Di Capua, direttrice Servizio Centrale dello Sprar del ministero dell'Interno e il direttore della Caritas diocesana don Marco Pagniello.
«Non basta commuoverci quando affondano i barconi e succedono tragedie, ma dobbiamo muoverci tutti e non si può essere cittadini a intermittenza», ha detto don Ciotti, «Abbiamo il dovere di conoscere per diventare cittadini più responsabili. Le istituzioni e la politica devono fare la loro parte, ma la prima vera riforma è quella delle nostre coscienze. Abbiamo bisogno di guardarci dentro e assumerci la nostra parte di responsabilità», ha rimarcato il sacerdote degli ultimi. «Il problema della tratta degli esseri umani coinvolge venti milioni di persone sulla faccia della terra e migliaia di persone anche nel nostro Paese, che vengono sfruttate, penalizzate e private della loro libertà e dignità».
Secondo il prete «stiamo slittando verso il basso, anche l’Europa, perché tutto viene bloccato sul dato economico. Non ci sono soldi e non si possono fare investimenti. Si deve alzare un grido forte, anche da Pescara, oggi: non possono essere i dati economici a penalizzare la dignità e la libertà delle persone». Parole dure anche per le mafie in guanti bianchi: «Le mafie sono tornate forti, ma molto forti nel nostro Paese, perché in questo momento di crisi economica e finanziaria hanno tanto denaro e lo investono. Sono mafie in guanti bianche, anonime. Hanno denaro e fanno altro denaro. Le mafie italiane non gestiscono la tratta degli esseri umani ma la sostengono. Ai giovani», ha concluso, «auguro di vivere, non di lasciarsi vivere. Di non essere superficiali». Nel pomeriggio don Ciotti ha ricevuto a San Martino sulla Marrucina, dalle mani dell’imprenditrice Marina Cvetic, il Premio Gianni Masciarelli come presidente dell’Associazione Libera, per riaffermare che «non può esistere bellezza o tipicità di territorio senza onestà e rispetto della legalità».

Fonte: http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/10/15/news/don-ciotti-sferza-non-piangete-siate-cittadini-1.10126751 16.10.2014

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