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Il sistema finanziario è una minaccia molto più grave del Terrorismo

Nel 21° secolo gli americani sono stati distratti dalla iper-costosa “guerra al terrore”. Migliaia di miliardi di dollari sono stati aggiunti al carico dei contribuenti e molti miliardi di dollari di profitti sono andati al complesso militare / di sicurezza, al fine di combattere insignificanti “minacce” straniere, come i Talebani, che peraltro restano imbattuti dopo 15 anni. Per tutto questo tempo il sistema finanziario, lavorando mano nella mano con i responsabili politici, ha arrecato agli americani molti più danni di quelli che i terroristi potrebbero mai infliggere.

La politica della Federal Reserve e del Tesoro, di tenere i tassi di interesse prossimi a zero, ha lo scopo di sostenere i prezzi degli strumenti finanziari sopra-lievitati e fraudolenti, creati in continuazione da sistemi finanziari non regolamentati. Se l’inflazione fosse misurata correttamente, questi tassi sarebbero addirittura negativi, il che significa non solo che i pensionati non hanno alcun reddito dai loro accantonamenti per la pensione, ma anche che il risparmio è una proposta perdente. Invece di guadagnare interessi sul risparmio, si paga un interesse che riduce il valore reale del risparmio. Le banche centrali, gli economisti neoliberisti, e i media finanziari prostituiti, spingono per i tassi di interesse negativi al fine di costringere la gente a spendere invece di risparmiare. L’idea è che la scarsa performance dell’economia non è a causata dal fallimento della politica economica, ma dalle persone che accumulano i loro soldi. La Federal Reserve e la sua cricca di economisti e ‘presstitute’ tengono in piedi la finzione del troppo risparmio, nonostante proprio la Federal Reserve abbia pubblicato un rapporto in cui rileva che il 52% degli americani non può disporre di 400 dollari senza vendere oggetti personali o prendere in prestito il denaro.

I tassi di interesse negativi, che sono stati introdotti in alcuni paesi come la Svizzera e incombono in altri paesi, hanno spinto la gente a ritirare i propri risparmi dalle banche in banconote di grosso taglio, per evitare la tassa sui depositi bancari. In Svizzera, per esempio, la domanda di banconote da 1.000 franchi (circa $ 1.000) è fortemente aumentata. Le banconote di grosso taglio ora rappresentano il 60% della valuta svizzera in circolazione.

La risposta dei correntisti ai tassi di interesse negativi ha spinto economisti neoliberisti, come Larry Summers, a chiedere l’eliminazione delle banconote di grosso taglio in modo da rendere difficile per le persone a mantenere i loro soldi fuori delle banche.

Altri economisti neoliberisti, come Kenneth Rogoff, vogliono eliminare del tutto il contante e tenere solo moneta elettronica, la quale non può essere rimossa da depositi bancari se non per spenderla. Con la moneta elettronica come unica forma di denaro, le istituzioni finanziarie possono utilizzare i tassi di interesse negativi per rubare i risparmi dei loro depositanti.

Le persone tenterebbero di ricorrere a oro, argento, e a forme di denaro privato, ma altri metodi di pagamento e risparmio sarebbero vietati, e il governo condurrebbe operazioni sotto copertura al fine di sopprimere con pene severe ogni forma di evasione dalla moneta elettronica.

Questo scenario mostra che il governo, gli economisti, e le ‘presstitute’ sono alleati contro l’ipotesi che i cittadini possano raggiungere una qualche indipendenza finanziaria grazie al risparmio personale. I politici hanno una politica economica folle e quelli che controllano la tua vita hanno a cuore i loro schemi più che il tuo benessere.

Questo è il destino delle persone nelle cosiddette democrazie: qualsiasi controllo residuo che esse hanno sulla propria vita viene portato via. I governi servono pochi potenti gruppi di interesse la cui agenda consiste nel distruggere le economie ospitanti. La delocalizzazione dei posti di lavoro della classe media trasferisce reddito e ricchezza dalla classe media verso i dirigenti e proprietari delle multinazionali, ma uccide anche il mercato interno dei consumatori per i beni e i servizi delocalizzati. Come scrive Michael Hudson, uccide l’ospite. Anche la finanziarizzazione dell’economia uccide il padrone di casa, e pure i proprietari delle multinazionali. Quando i dirigenti aziendali chiedono prestiti alle banche e con quelli acquistano azioni delle società quotate in borsa, al fine di aumentare i prezzi delle azioni e dei propri premi di produzione, i profitti futuri sono convertiti in pagamenti di interessi alle banche. I futuri flussi di reddito delle società sono finanziarizzati. Se i flussi di reddito futuro vengono meno, le aziende possono essere pignorate, come le abitazioni, e le banche diventano i proprietari delle imprese.

Tra la delocalizzazione dei posti di lavoro e la crescente conversione dei flussi di reddito in pagamenti alle banche, sempre meno resta disponibile per essere speso in beni e servizi reali. Così l’economia non riesce a crescere e cade in declino a lungo termine. Oggi molti americani possono pagare solo il pagamento minimo sul saldo della carta di credito. Il risultato è l’enorme crescita di un debito che non può mai essere ripagato. Queste persone che non possono pagare il servizio del debito sono colpite con tassi draconiani. Se tu effettui un pagamento in ritardo o se il pagamento viene respinto dalla tua banca, le società emittenti di carte di credito ti colpiranno, per i prossimi sei mesi, con una penale che raggiunge il tasso percentuale annuo del 29.49%.

In Europa interi paesi sono stati pignorati. Grecia e Portogallo sono stati costretti a liquidare beni statali e i sistemi di sicurezza sociale. Talmente tante donne sono state ridotte in povertà e costrette alla prostituzione che il prezzo orario di una prostituta è sceso fino a $ 4,12.

In tutto il mondo occidentale il sistema finanziario è diventato uno sfruttatore del popolo e una perdita secca sulle economie. Ci sono solo due possibili soluzioni. Una è quello di spezzettare le grandi banche riducendole a entità più piccole e locali, com’era prima della concentrazione che la deregolamentazione ha favorito. L’altra è quella di nazionalizzarle e gestirle esclusivamente per il benessere generale della popolazione.

Le banche oggi sono troppo potenti perché si possa attuare l’una o l’altra soluzione. Ma l’avidità, la frode, e i comportamenti egoistici dei sistemi finanziari occidentali, con l’aiuto e la complicità dei governi, potrebbe portare a un tale sfacelo della vita economica che l’idea di un sistema finanziario privato sarebbe aborrito in futuro, come oggi avviene col nazismo.

Paul Craig Roberts è un ex Assistente Segretario del Tesoro degli Stati Uniti e Associate Editor del Wall Street Journal. Il libro di Roberts ‘Come l’economia è stata perduta’ è ora disponibile su CounterPunch in formato elettronico. Il suo ultimo libro è ‘La minaccia Neoconservatrice all’ordine mondiale’.

Fonte: http://www.pressenza.com/it/2016/03/sistema-finanziario-minaccia-piu-grave-del-terrorismo/?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+pressenza%2FcBtX+%28Notizie+di+Pressenza+IPA+in+italiano%29 11.03.2016

Articolo originale su: http://www.counterpunch.org/2016/03/09/the-financial-system-is-a-larger-threat-than-terrorism/

Traduzione di Leopoldo Salmaso

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