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Necessari maggiori sforzi per affrontre alla radice le cause delle migrazioni forzate

L’Alto Commissario per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha partecipato ieri alla prima Conferenza Ministeriale Italia-Africa, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Italiana in collaborazione con l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI).

Rivolgendosi agli oltre 50 ministri dei Paesi africani, ai loro rappresentanti permanenti alle Nazioni Unite e ai rappresentanti di circa 15 organizzazioni delle Nazioni Unite, l’Alto Commissario ha ricordato che i tre motivi principali che costringono le persone ad abbandonare le proprie case e fuggire in cerca di sicurezza sono conflitti, violenza e persecuzioni. Spesso a questi fattori si aggiungono povertà e cambiamenti climatici.

I rifugiati e gli sfollati costituiscono oggi un’emergenza umanitaria straordinaria. Per affrontarla però sono necessari sforzi e risorse che affrontino le cause alla radice.

Risorse molto più significative che in passato devono essere dedicate ad un nuovo modello di assistenza, più sostenibile, che miri allo sviluppo soprattutto attraverso la chiave dell’educazione e del lavoro, nonché alla stabilizzazione e al supporto dei Paesi di primo asilo.

L’Alto Commissario ha accolto con favore il non-paper Italiano: “Migration Compact: Contributo ad una strategia UE per l'azione esterna in materia di migrazione”, nel quale vengono elaborate proposte per affrontare le sfide attuali in materia di asilo e migrazione a livello europeo.

“La proposta italiana è positiva perché costruisce ponti, non muri e riflette molti temi sostenuti da tempo dall’UNHCR”, ha detto Grandi.

I paesi dell’Africa sostengono il peso maggiore delle migrazioni forzate e non devono essere lasciati soli. Devono essere aiutati a sviluppare competenze utili a gestire in maniera efficace i flussi di migranti e rifugiati e ad istituire sistemi di asilo adeguati. Tuttavia, la responsabilità di trovare soluzioni durevoli, quali reinsediamento e altri canali d’accesso regolari e sicuri, dovrebbe essere condivisa da tutti gli Stati.

L’UNHCR è pronto a proseguire il suo lavoro con l’UE per promuovere un approccio comune che passi anche attraverso la ricerca di nuovi strumenti finanziari a sostegno dello sviluppo di una collaborazione più forte e ampia fra UE e paesi terzi.

L’Alto Commissario è consapevole delle preoccupazioni riguardo la Libia, un Paese in transizione e che necessita di stabilizzazione. Se le condizioni di sicurezza lo permetteranno, l’UNHCR è pronto a sostenere le autorità libiche a gestire la popolazione di rifugiati che si trova sul loro territorio.

L'Alto Commissario ha anche sottolineato che le proposte di rafforzamento delle misure di ritorno e di riammissione in paesi terzi, comprese nel non-paper, devono rispettare il principio di non-refoulement. Laddove una persona richiede protezione internazionale, ha il diritto di avere accesso a una valutazione della propria istanza d’asilo equa ed efficace e, se riconosciuta, deve ricevere protezione secondo le norme internazionali.

La partecipazione alla Conferenza Ministeriale è avvenuta al termine di una visita di due giorni in Italia, nella quale l’Alto Commissario ha incontrato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano e il Ministro della Giustizia Andrea Orlando. Inoltre, l’Alto Commissario è stato ascoltato dalla Commissione dei Diritti Umani del Senato e ha visitato il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo (IMRCC). Grandi ha elogiato la Guardia Costiera Italiana per il suo ruolo cruciale di coordinamento, per l’organizzazione capillare delle operazioni nel Mediterraneo e il successo nel portare in salvo migliaia di vite umane.

Fonte: http://www.unhcr.it/news/necessari-maggiori-sforzi-per-affrontre-alla-radice-le-cause-delle-migrazioni-forzate 20.05.2016

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